Il Cane e la Volpe
Maggio 2026
Accade sovente che nel cuore vi si inneschino tra loro molteplici paradossi logici ed emotivi.
Al tempo della grande Ellade, vi era il cane Lelapo, il veltro impareggiabile, predatore infallibile. Nella medesima realtà coesisteva la Volpe di Teumusso, formidabile astuta, preda inafferrabile.
Destinati all'eterna caccia e alla fuga perpetua, per grazia d'intervento divino paciere degli equilibri del mondo, essi furono eternamente elevati alle cuspidi della caritatevole volta celeste ed accolti tra quei magnifici ordini di astri a cui il mortale volge lo sguardo per orientarsi nella tenebra della notte misteriosa.
Osservando il baluginio delle stelle immobili sin dai remoti crepuscoli greci, Lelapo, cane maggiore e la Volpe, cane minore, si stagliano splendidi e liberi, affrancati dal loro paradossale destino di viventi anomalie nel perfetto reticolo dell'ordine naturale delle cose.
Scrutando nei cieli ben più misteriosi dell'animo umano, i ventricoli disaccordi e asincroni cacciano, svincolano e rifuggono le emozioni che in essi vi si rimescolano ad ogni battito e sussulto.
Poveri cani, condannati alle ferite irrimediabibili di quelle vorticose sferzate, oh venti infiniti!
Esiste Colui che condurrà queste povere fiere nel divenire le più splendide delle costellazioni?